giovedì 17 marzo 2011
martedì 1 marzo 2011
Vuoto a perdere. Noemi

Sono un peso per me stessa
sono un vuoto a perdere
Sono diventata grande senza neanche accorgermene
e ora sono qui che guardo
che mi guardo crescere
la mia cellulite le mie nuove
consapevolezze (consapevolezze)
Quanto tempo che è passato
senza che me ne accorgessi
quanti giorni sono stati
sono stati quasi eterni
quanta vita che ho vissuto inconsapevolmente
quanta vita che ho buttato
che ho buttato via per niente
(che ho buttato via per niente)
Sai ti dirò come mai
giro ancora per strada
vado a fare la spesa
ma non mi fermo più
a cercare qualcosa
qualche cosa di più
che alla fine poi ti tocca di pagare
Sono un'altra da me stessa
sono un vuoto a perdere
sono diventata questa
senza neanche accorgermene
ora sono qui che guardo
che mi guardo crescere la mia cellulite le mie nuove consapevolezze(consapevolezze)
Sai ti dirò come mai
giro ancora per strada
vado a fare la spesa
ma non mi fermo più
mentre vado a cercare quello che non c'è più
perchè il tempo ha cambiato le persone
ma non mi fermo più
mentre vado a cercare quello che non c'è più
perchè il tempo ha cambiato le persone
Sono un'altra da me stessa
sono un vuoto a perdere
sono diventata questa
senza neanche accorgermene.
domenica 27 febbraio 2011
Le proprie origini.

Mai dimenticare le proprie origini. più sono umili più hanno valore. non deve esserci vergogna aver avuto una famiglia povera, o ad essere figlio di un contadino. A volte mi stupisce vedere nelle persone un pò di paura a far sapere chi realmente è. Forse in un mondo come oggi, dove conta l'importanza del nome piuttosto chi sei tu come persona la questione non dovrebbe lasciare troppo stupore.. ma alla fine essere apprezzati per la nostra personalità, io credo, vale più di tutto. Che senso ha circondarsi di persone che non ti stimano, non ti vogliono bene e non sanno nemmeno chi sei?
E' già difficile vivere, se in più ci togliamo la possibilità di farci conoscere e voler bene per quello che siamo, io penso che ci complichiamo solo di più la vita.
mercoledì 23 febbraio 2011
Cosa rappresenta quello che chiamiamo amore?

Paulo aveva scoperto l'amore sul ciglio di un baratro, mentre due donne si fronteggiavano nel chiarore di una luna immensa che campeggiava nel cielo. Si, aveva capito che l'amore è condividere il mondo con l'altro. Conosceva assai bene una di quelle donne: divideva il proprio Universo con lei - vedevano le stesse montagne e i medesimi alberi, sebbene ciascuno li guardasse in maniera diversa. Lei conosceva le sue debolezze, accettava i suoi momenti d'odio, tollerava i suoi accessi di rabbia e disperazione - stava comunque al suo fianco.
Da "le valchirie" di Paulo Coelho
sabato 1 gennaio 2011
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